Una nuova comunità benedettina tradizionale di stretta osservanza è nata il 2 luglio 2008 a Villatalla, piccolo borgo italiano, situato in Liguria nell’entroterra di Imperia, vicino quindi a Ventimiglia e alla frontiera francese.
Questa comunità è stata fondata da due monaci provenienti dall’abbazia di Le Barroux (Francia), su richiesta di Monsignor Mario Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia. Voi troverete qui qualche notizia su questo progetto di vita monastica e su alcuni avvenimenti che hanno segnato gli esordi della recente fondazione.
Queste informazioni religiose sono sopratutto un appello alla carità della vostra preghiera e, per chi può, una domanda anche di un aiuto materiale. Grazie di cuore.

lunedì 5 novembre 2012

Vestizione dei Frati Mariano e Benedetto

Frate Mariano e frate Benedetto

Il numero dei nostri frati cresce. Fra’ Gonzalo e Fra’ Benedetto hanno indossato il santo abito. Il primo ha ricevuto come nome religioso quello di Fra’ Mariano, il secondo è rimasto Fra’ Benedetto, un nome tanto onorevole per un figlio di San Benedetto.
–  « Che cosa chiede?
– « La misericordia di Dio e l’ammissione nella vostra comunità, hanno dichiarato in Latino (Misericordiam Dei et vestram confraternitatem).
– Poi, hanno concluso con solennità : « Col aiuto di Dio, spero e desidero perseverare fino alla morte nel mio proposito sacro”, affermando così la propria volontà di consacrare totalmente la loro vita a Dio solo.
Consacrarsi a Dio non si fa in un istante. Anzi, è il lavoro di una vita! Pregarono per voi. Voi, pregate pure per loro, per la loro perseveranza e per il nostro prossimo postulante, Armando, la prima vocazione italiana che entrerà in comunità all’inizio di novembre prossimo, sotto la protezione e con la benedizione di tutti i Santi del Cielo.

domenica 4 novembre 2012

Abbiamo bisogno di un aiuto urgente !

Siamo cinque ed aspettiamo quattro altri postulanti. La comunità cresce, Deo Gratias ! Ma come gli ospiti non mancano mai nel monastero, i luoghi diventano troppo piccoli: il refettorio non basta più e spesso due fratelli mangiano a parte in un angolo di un mobile. Il numero di celle non è anche abbastanza.
Pertanto, la Provvidenza ci ha mandato un segno: infatti, la casa contigua alla nostra viene messa in vendita. In questa casa, avremmo la possibilità di avere tre celle, un refettorio più grande e una cucina con un locale per le riserve alimentari. Il pianterreno è costituito da varie cantine che potremmo rinnovare in un secondo periodo.
Ma ci sono lavori urgenti da fare subito: piove nella casa e si devono rifare il tetto ed il soffitto. Il prezzo della casa è di 95 000 €uros, i lavori urgenti sono di 40 000 €uros. A tutte le persone che non sono troppo toccate dalla crisi economica e che ci possono aiutare, grazie mille in anticipo per la vostra generosità e il vostro dono, grazie dal fondo del cuore, anche per un piccolo dono !
Che Dio vi benedica!

La casa contigua alla nostra viene messa in vendita. Ne abbiamo bisogno. Aiutateci ! Un grande Grazie !

sabato 21 luglio 2012

Video della vestizione di Fra’ Giuseppe

Al momento della sua vestizione, Fra’ Martiale ha ricevuto come espressione di un cambiamento di vita il nuovo nome di “Fra’ Giuseppe”. Per quelli che non erano presenti, ecco il toccante video di questa cerimonia. Segna pubblicamente la volontà del fratello di consacrare la sua vita a Dio per sempre: “Col aiuto di Dio, spero e desidero perseverare fino alla morte nel mio proposito sacro” (rituale della vestizione). Si può guardare su Gloria.tv oppure su Youtube.

Il Padre Priore veste il postulante dell’abito monastico, dicendo: “Che il Signore vi rivesta dell’uomo nuovo, che fu creato nella giustizia e la santità della verità.”
Da sinistra a destra: Don Zéphirin Yankanda, de Bangui in Centrafrica; RP Jehan; Fra’ Giuseppe; Fra’ Toussaint; Fra’ Andrès; Don Tommaso, parroco di Villatalla.

giovedì 21 giugno 2012

Vestizione di Fra’ Martial

Con gioia vi annunciamo la nostra prima vestizione: il 23 giugno prossimo, dopo nove mesi trascorsi come postulante, Fra’ Martial indosserà il sacro abito dei figli di San Benedetto, in presenza di sacerdoti amici e dei fedeli del borgo. Raccomandiamo la sua perseveranza e tutta la nascente comunità alle vostre preghiere. Tre altre vocazioni ci raggiungeranno da adesso fino all’Assunta.

Fra’ Martial

mercoledì 30 maggio 2012

Pellegrinaggi di Pentecoste

Come ogni anno, ci rechiamo a Parigi per partecipare al pellegrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté in cui oltre 6000 giovani e meno giovani percorrono a piedi i 100 km che conducono sino a Notre-Dame de Chartres! Siamo con loro per confessare, pregare, cantare, fare penitenza e gustare le gioie dell’anima purificata. La partenza fu contrassegnata da un momento d’intensa emozione: infatti, per la prima volta dai trent'anni di fondazione del pellegrinaggio, la santa messa di sempre fu celebrata con grande fastosità nella cattedrale di Parigi, in presenza di una folla, la cui voce unanime faceva vibrare le volte con gli accenti di una liturgia ridiventata pienamente cattolica.
Pellegrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté
Ne abbiamo approfittato di ciò per compiere un altro pellegrinaggio nei luoghi sacri della nostra famiglia monastica: l’abbazia de La Pierre-qui-vire, nella quale visse e morì in odore di santità Padre Muard, il suo fondatore, l’abbazia di Saint-Benôit-sur-Loire, dove abbiamo potuto celebrare la santa messa sull’altare delle reliquie del nostro beato Padre, infine l’abbazia di En-Calcat, fondata da Dom Romain Banquet.
Altare delle reliquie di San Benedetto a Saint-Benoît-sur-Loire
Altare delle reliquie di San Benedetto a Saint-Benoît-sur-Loire
Vergine con il Bambino sulla « pierre qui vire » La-Pierre-qui-Vire: la comunità davanti alla Vergine con il Bambino del grande scultore Henri Charlier
Chiesa abbaziale di En-Calcat
La chiesa abbaziale di En-Calcat
Lourdes era sulla nostra strada: quale emozione per i nostri tre postulanti nello scoprire per la prima volta la sacra grotta in cui l’Immacolata Concezione apparve a santa Bernadetta ed in cui da ogni parte del mondo si giunge come umile pellegrino, gravato dalle proprie miserie, per ritrovare lì la salvezza dell’anima e, talvolta, la salute corporale. Poiché noi abbiamo la grazia di essere chiamati i benedettini dell’Immacolata, siamo anche venuti per pregare a lungo in ginocchio ai piedi di Maria e a rinnovarle la nostra totale consacrazione. Dopo aver purificato la nostra anima immergendola nella preghiera del santo rosario, abbiamo anche purificato i nostri corpi tuffandoli nelle piscine nelle quali scorre l’acqua miracolosa. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Grotta di Lourdes

Davanti alla grotta di Lourdes

mercoledì 21 marzo 2012

Finalmente novità da Villatalla!


Mons. Olivieri in visita a Villatalla con il Rev. Padre Dom Jehan
Questo mercoledì 21 marzo, festa di San Benedetto, Mons. Olivieri, vescovo della nostra diocesi di Albenga-Imperia, ci ha fatto la grazia di erigere canonicamente in monastero la nostra piccola comunità:
“Con il presente decreto costituiamo l’associazione pubblica clericale denominata Monastero Santa Caterina da Siena in Villatalla, in questa diocesi di Albenga-Imperia con la personalità giuridica pubblica (canone 116). […]

Di cuore accompagniamo questo decreto con la nostra benedizione pastorale su Padre Jehan, sui membri della comunità e su tutti coloro che trarranno beneficio dalla vita monastica e dalla spiritualità benedettina entrando in contatto con il Monastero di Santa Caterina da Siena.”
Decreto di Mons. Olivieri che erige la comunità in monastero Le RP Dom Jehan, les trois postulants et Don Tomaso devant l'église paroissiale de Villatalla
Il Rev. Padre Dom Jehan ed i primi tre postulanti attorno a Don Tommaso,
parroco di Villatala

domenica 28 marzo 2010

Orario del Triduo Pasquale

Giovedì SantoVenerdì SantoSabato Santo
6,00Ufficio delle Tenebre6,00Ufficio delle Tenebre6,00Ufficio delle Tenebre
9,00Prima
Orazione
9,00Prima
Orazione
9,00Prima
Orazione
9,30Terza9,30Terza9,30Terza
12,15Sesta12,15Sesta12,15Sesta
14,00Nona14,00Nona
16,00Messa vespertina15,00Liturgia della Passione18,00Vespri
Rosario
20,00Compieta
Adorazione
20,00Compieta22,00Vigilia pasquale
24,00Messa di Mezzanotte

domenica 28 febbraio 2010

Requiem per Dom Gérard

Cari Amici,
Domani, 1 marzo, commemoreremo il secondo anniversario della morte di Dom Gérard (28 febbraio 2008), nostro fondatore a Bedoin poi a Le Barroux e celebreremo quel giorno la messa da Requiem in suo suffragio.
Chiesa abbaziale di Le Barroux : deposizione del corpo di Dom Gérard

Desideriamo con tutte le nostre forze qui a Villatalla vivere, nella sua purezza, la grazia monastica e liturgica che Dom Gérard ricevette a Bedoin nel 1970, che seppe difendere e trasmettere con l’esempio e la parola di cui aveva il carisma: grazia fondatrice della quale fui testimone privilegiato in quanto suo primo compagno e discepolo e che si riassume nell’instancabile ricerca della vita interiore alimentata dalla fonte da una parte, della Regola di san Benedetto e dalle tradizioni dei nostri antichi e, dall’altra, della tradizionale e divina liturgia .

“Per motivi di unità interna della Comunità, non concelebra secondo il rito di Paolo VI, neppure al di fuori.” (D. Gérard, 25 aprile 1997.)
Trentacinque anni dopo, contrapponendosi ad un momento di contestazione, egli protestò fortemente: “Io ripeto che mai, proprio mai, ho voluto introdurre l’uso del nuovo rito. Non solo non lo ho voluto, ma per trent’anni abbiamo tenuto duro, formato una comunità nel senso di questa fedeltà, sfidando le proibizioni, mutate oggi in graziose concessioni, adornate di felicitazioni in alto loco”.
È, in effetti, per questa fedeltà monastica e liturgica, che la vita interiore innesta poco per volta il suo regno nelle nostre anime, tanto grande era la sua profonda sensibilità. È dunque anche per questa fedeltà che gli daremo testimonianza di un’autentica pietà filiale. Un’autentica pietà filiale che come sottolinea Jean Madiran, non consiste soltanto “nel sapersi debitore insolvibile nel proprio stesso essere”, ma “nel sapere anche che il patrimonio ricevuto è per trasmetterlo e non per disporne”.

La pietà filiale non è un “rivestimento accessorio” della vita monastica, ma una “condizione della sua sopravvivenza”. E le parole dure, ma purtroppo così tristemente vere di Madiran sull’empietà verso la patria si applicano sicuramente e a fortiori sull’empietà religiosa:
“Poiché l’empio, negligente o indifferente verso la vita intellettuale e morale che ha ricevuto, e che tuttavia costituisce il suo essere, l’empio ingrato verso coloro che hanno nutrito e armato la sua anima, sarà in ciò veramente incapace a trasmettere a sua volta questa immateriale ricchezza. Influente, come avviene sempre, più con il proprio essere che con i propri discorsi, trasmetterà soprattutto la sua indifferenza, la sua ingratitudine. Respirerà ed ispirerà uno spirito di misconoscimento del patrimonio morale della patria. Ciò che non viene onorato, viene di conseguenza trascurato. Si diviene indifferente. Ci si troverà disarmati di fronte alla derisione e al disprezzo che presto o tardi cesseranno di strisciare, si alzeranno al primo posto e si metteranno a parlare forte senza essere repressi”. (Jean Madiran, Une Civilisation Blessée au Coeur, p.34.)
«Che m’importa il passato come passato, esclamava già Gustave Thibon, non vedete che quando io piango sulla rottura di una tradizione, penso soprattutto all’avvenire? Quando vedo marcire una radice, ho pietà dei fiori che domani seccheranno per mancanza di linfa. Tale sono per noi le ragioni per mantenere ardentemente le forme più sacre della liturgia cattolica».


La gioia degli inizi (1977), frutto della grazia fondatrice

È dunque con una gratitudine, pienamente filiale, che lunedì 1 marzo offriremo il santo sacrificio della messa per il riposo dell’anima di colui che, per molti, fu un faro nella notte, e per noi un padre e un maestro che seppe tracciarci il camino luminoso della vita monastica integrale.
Animati da questo spirito filiale, noi ci rallegriamo, per l’onore e la memoria di Dom Gérard, che un oblato italiano di Le Barroux abbia voluto, attraverso un sito internet (romualdica.blogspot.com), intraprendere e proporre una traduzione delle sue opere nelle bella e nobile lingua di Dante. Cari amici italiani, andate a vedere, voi troverete là un tesoro di vita spirituale per le vostre anime e il patrimonio autentico ed eloquente di ciò che ha costituito il fondo comune della spiritualità monastica dalle sue origine.

Fra Jehan, mbi

martedì 2 febbraio 2010

Preghiere per le vocazioni

Presentazione di Gesù al Tempio, modello della vita consacrata

Ecco dunque un anno e mezzo da quando siamo stati accolti da Mons. Olivieri per installare a Villatalla la vita monastica. Grazi ea numerosi amici e benefattori, speriamo proprio di ultimare presto la nostra installazione. Nel momento presente però è della vostra preghiera di cui abbiamo bisogno affinché il Signore ci mandi solide vocazioni, come pionieri della fondazione.
Dite un’Ave Maria ogni giorno
per le Vocazioni a Villatalla. Grazie!

A voi che ci leggete con benevolenza e carità vi chiediamo per questa intenzione la carità di un’Ave Maria.

Speravamo nella prossima presenza di fra’ Ansgar Santogrossi che era venuto a passare le ultime estati con noi ed aveva intenzione di raggiungerci definitivamente quest’anno. Ma l’uomo propone e Dio dispone e la Provvidenza ha disposto diversamente. In quanto a fr Egidio Maria, che aveva fatto una prova di 6 mesi in comunità, ha finalmente scelto di ritornare dai suoi fratelli francescani.

Ci ritroviamo dunque in due, fra’ Toussaint ed io, per adempire alle incombenze quotidiane pur assicurando l’intero ufficio divino cantato, compresa la messa conventuale. La cosa rammenta gl’inizi del 1970, inizi che richiedono sempre una grande generosità e costanza.
Con la grazia di Dio tutto è possibile ma la prudenza insegna che non bisogna dare addosso all’asino! Così la vostra preghiera per ottenere tali vocazioni è il sostegno più necessario e prezioso che ci potete offrire per lo sviluppo in numero e fervore della comunità ancora nascente.

Attendiamo, è vero, tre postulanti per la primavera e l’estate prossime. Faccia il cielo che queste vocazioni siano fatte per noi! Allora alle vostre Ave Maria! Grazie di tutto cuore.

Fra’ Jehan, mbi

venerdì 25 dicembre 2009

Natale in Liguria

Malgrado l’inverno rigoroso che si è abbattuto anche sull’Italia (ci sono abitualmente da 5 a 6 gradi nella nostra chiesa) il sole fa qualche volta la sua apparizione sulla nostra terra di Liguria e lascia intatta la verginità e la bellezza del suo paesaggio.


Ne dà testimonianza questa magnifica alba del sole invernale dove si scorge la Corsica e le sue montagne che si profilano all’orizzonte.


Questi colori sfavillanti hanno ispirato la nostra cartolina natalizia realizzata da una “mano informatica amica, Francine Carpentier, la quale, con questo moderno mezzo si dedica peraltro alla difesa della memoria e dell’onore di Papa Pio XII. Visionate questi notevoli video cliccando sui links: Première Partie ; Deuxième Partie ; Troisième Partie.

venerdì 23 ottobre 2009

Reliquie di sant’Atanasia a Villatalla

Presso le Clarisse di Parigi, si trovavano da circa un secolo le reliquie di una giovane vergine romana, martire del IV secolo, la cui età, secondo un processo verbale, non sarebbe stata superiore ai 13 anni. La vergine porta il bel nome di Atanasia, dal greco Athanatos, immortale.
Figurina di cera bianca contenente le ossa del corpo. Nella mano destra un vaso racchiude il sangue disseccato della martire. Sulla cassa, un secondo reliquiario contenente il capo.

Le sue reliquie furono scoperte nelle catacombe romane con i frammenti di un’ampolla di vetro veneziano nel quale il sangue della martire era stato raccolto .
In epoca a noi sconosciuta, le reliquie furono trasportate e Firenze e venerate nella basilica della Trinità. Successivamente, un processo verbale del 1891, firmato dal parroco, ci indica che esse furono offerte alle suore dell’Intérieur de Marie (che bel nome!) au Grand Montrouge a Parigi.
Depositate nel 1904 presso il domicilio del viario di Montrouge, non ritorneranno dalle suore perché costoro non avevano più la speranza di ricostituire la loro Congregazione. Quindi esse fùrono messo nel 1913 a disposizione del cardinale arcivescovo di Parigi, Mons. Amette, che le affidò alle suore clarisse, al 5 di Villa de Saxe.

Nel momento attuale, a causa della crisi di vocazioni, il convento deve purtroppo chiudere e liquidare tutti i suoi beni. Perciò, attraverso l’intermediazione di un amico oblato benedettino, la madre badessa offrì ai monaci di Villatalla le insigni reliquie che, in attesa di essere trasferite nella loro chiesa, fùrono situate nella scuola tradizionale del corso Saint-Benoît (www.courssaintbenoit.fr), fondato a Fontanay Mauvoisin da Luc Perrouin.

Su richiesta dell’igumeno Nikon, superiore del monastero russo di San Pantelemone a Mosca, P. Jehan cedè a questo il piccolo reliquiario contenente il capo della vergine martire, destinato alla chiesa di san Nikita il Megalomartire, a Mosca, e gli scrisse queste righe:
“Chiederemo insieme alla santa del Paradiso, che ormai ci unirà nella preghiera, di ottenerci l’insigne grazia di una perfetta unione ecclesiale sotto la guida di un unico pastore. E che sia così sia esaudita la preghiera di Gesù: che siano uno come Noi siamo uno.”

Alla fine, la sacra reliquia, espatriata da oltre un secolo in Francia, fece il suo ritorno in terra italiana il 23 ottobre e giunse così a benedire e a proteggere con la sua presenza la piccola comunità monastica e la comunità parrocchiale di Villatalla.
Essa riposa ormai ai piedi dell’altare di Nostra Signora del Soccorso, a destra nella chiesa, dove monaci e fedeli vengono ogni giorno a raccomandarsi alla potenza della sua intercessione.
“Tra tutti i miracoli della vostra potenza, avete fatto il dono, o Signore, anche a fragili fanciulle, di riportare la gloria del martirio. Il giorno in cui festeggiamo la nascita di santa Atanasia, Vergine e martire, accordateci la grazia di camminare fino a voi ispirandoci ai suoi esempi” (colletta della messa).

martedì 11 agosto 2009

Visita a Mons. Guido Pozzo

Alcuni giorni dopo il nostro ritiro annuale, un altro avvenimento — importante per noi e le comunità tradizionali —, fu la visita al nuovo segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Mons. Pozzo, appena insediato nelle sue nuove mansioni
Con fr Ansgar Santogrossi e fr Toussaint, siamo stati ricevuti, martedì 11 agosto, nel modo più amabile che si può.

Abbiamo citato semplicemente ed in modo diretto la nostra situazione a Villatalla e l’accoglienza di Mons. Olivieri nel rispetto del nostro diritto proprio, il quale prevede l’uso esclusivo del rito tradizionale della messa.
Successivamente abbiamo affrontato l’argomento sulla ricezione dei documenti conciliari in vista delle imminenti discussioni che stavano per aver luogo tra Vaticano e fraternità sacerdotale San Pio X.

Ecco un riassunto di questo colloquio che manifesta un’apertura ed un passo in avanti verso il riconoscimento dei valori che tutto il movimento tradizionale difende, anche se non condividiamo tutte le affermazioni del nuovo segretario della Commissione Ecclesia Dei .

1. Mons. Pozzo ha voluto precisare che, secondo la lettera di accompagnamento al motu proprio Summorum Pontificum, il rito romano esiste nelle due forme e che nessun sacerdote “può rifiutare per principio di celebrare secondo l’una o l’altra forma”. Concretamente ciò implica, per lui, che se un sacerdote, che normalmente celebra secondo la forma straordinaria, si trovasse in una situazione di necessità pastorale nella quale l’autorità competente esiga una celebrazione secondo la forma ordinaria, egli dovrebbe accettare di farlo.
Mons. Pozzo ha tuttavia ascoltato l’opinione che Mons. Stankiewicz, decano del tribunale della Sacra Rota, aveva espresso a P. Jehan, dopo avere attentamente letto le costituzioni di Le Barroux, e secondo la quale un monaco prete di Le Barroux non ha diritto di celebrare secondo il Novus Ordo Missae, sia all’esterno che all’interno del monastero. In questo modo l’obbligo di celebrare secondo l’antico rito sarebbe un diritto-dovere particolare che si applica ai monaci di Le Barroux e questo è vero in qualsiasi posto si trovino.
Mons. Pozzo ha detto che conosceva Mons. Stankiewicz. Da parte sua, egli aggiunse che, anche se la lettera pontificia di accompagnamento alla Summorum Pontificum precisa che i sacerdoti che celebrano l’antico rito non possono rifiutare per principio la celebrazione del nuovo, questo lascia tuttavia aperta la possibilità di un diritto proprio per certe società i cui membri celebrerebbero esclusivamente secondo l’antico rito.

2. Per quanto concerne il Concilio Vaticano II, per Mons. Pozzo, il problema non è tanto nei testi quanto nella loro interpretazione e nelle applicazioni abusive, secondo il famoso “spirito del Concilio”. Ma, dopo tanti e tanti anni di quasi monopolio di espressione pubblica nei media e nella Chiesa, è ora molto difficile separare questo “spirito del concilio” dai testi stessi. Bisogna dunque far comprendere questa distinzione alla FSSPX (fraternità sacerdotale san Pio X) e così i suoi membri potranno accettare i testi del Concilio.
Quando gli è stato risposto che la FSSPX conosceva bene questo discorso è persisteva nel sostenere che vi sono gravi problemi nei testi stessi del Concilio, Mons. Pozzo ha modificato la sua posizione:
— È vero, ha aggiunto che ci sono passi mal formulati e poco chiari in tali testi. Ciò è dovuto al fatto che i padri conciliari volevano evitare il linguaggio teologico troppo classico, per parlare in un modo “più accessibile agli uomini dell’epoca”. Questo ha potuto causare ambiguità, ma ciò non significa un’intenzione di negare o di mutare la dottrina cattolica tradizionale. Al contrario, i padri consideravano che la dottrina cattolica fosse una cosa acquisita. Si trattava solo di modificare la maniera di esprimersi per ragioni pastorali. Da questo punto di vista è dunque legittimo criticare i passi che non sono molto chiari dal punto di vista della dottrina così come era insegnata in precedenza. Non bisogna però imputare loro un significato eterodosso, poiché non vi era alcuna intenzione di mutare la dottrina tradizionale. Secondo una sana ermeneutica, bisogna comprendere alcuni passaggi del Vaticano II, che presentano difficoltà, in un senso che non contraddice il Magistero costante anteriore, perché è lo stesso Magistero che insegna in tutte le epoche.
— Bisogna dunque distinguere nei documenti, ed in ogni documento, le riaffermazioni del dogma e della fede tradizionale, le proposizioni insegnate come dottrina del Magistero autentico delle esortazioni, delle direttive e finalmente delle opinioni e delle spiegazioni teologiche che il Concilio ha proposte senza alcuna pretesa di vincolare (pretesa di vincolare) la coscienza cattolica. Non si deve dunque imporre ai cattolici l’accettazione pura e semplice di opinioni che il Concilio stesso non ha imposte con la pretesa di esigere l’assenso intellettuale. A tale proposito sarebbe utile far uso delle note teologiche che la teologia ed il magistero hanno forgiato nel corso dei secoli. Sfortunatamente, oggi anche dei vescovi non sono in grado di produrre tali sfumature nei documenti della Chiesa.

sabato 8 agosto 2009

Ritiro annuale

Dal 3 all’8 agosto, il RP André Forest, fondatore dei canonici regolari di Sant’agostino a Sant’Antimo presso Siena, viene per predicare il nostro ritiro annuale.

Ci propose il tema entusiasmante e corroborante delle beatitudini: esse sono la regola del Nuovo Testamento, date da Gesù stesso, l’esaltante cammino che ci traccia la sua grazia, infinitamente più esigenti del decalogo, ma le sole in grado di unirci intimamente a Dio nel suo mistero trinitario:
Beati i poveri di spirito, perché di essi è i regno dei cieli […], beati voi quando gli uomini vi odieranno, quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e proscriveranno il vostro nome come infame a causa del Figlio dell’Uomo. Gioite in quel giorno ed esultate perché la vostra ricompensa sarà grande nel cielo.
Questo è il paradosso cristiano: la partecipazione alle sofferenze e alla Croce di Gesù è fonte di una gioia interiore incommensurabile. “È con questo legno che è venuta la gioia per tutto il mondo” (liturgia del Venerdì Santo).

Grazie di tutto cuore a Padre Forest che a saputo diffondere nelle nostre anime il profumo di questa gioia che si propaga attraverso le sue parole ed il suo viso. Resterà negli annali di Villatalla il primo predicatore della nostra piccola fondazione.

Eravamo quattro monaci a seguire questo ritiro, tra cui fr Ansgar Santogrossi, americano, ed il giovane francescano, fr Egidio-Maria Mariani, italiano. Entrambi avevano intenzione di raggiungerci, ma in definitiva ci lasceranno, chi per continuare il proprio insegnamento al seminario della fraternità sacerdotale San Pietro a Denton e chi per ritornare nella sua comunità francescana.

sabato 11 luglio 2009

Mons. Oliveri a Villatalla per la Solennità di San Benedetto

L’undici Luglio scorso, alla presenza di una decina di sacerdoti diocesani e di preti amici, tra cui il Can. Guitard dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, istituto da poco divenuto di diritto pontificio, Mons. Oliveri ci ha fatto la grazia e ci ha donato la gioia di venire a celebrare pontificalmente la solennità di S. Benedetto.Nel corso della sua omelia Mons. Oliveri ha sottolineato anzitutto la santità e l’irraggiamento spirituale del nostro fondatore:
“In questo santo giorno, riuniti in questa chiesa parrocchiale di Villatalla, portiamo una particolare attenzione alla santa anima di S. Benedetto abate, Padre di una moltitudine di anime consacrate, Padre del monachesimo in occidente, Padre che ha costruito una nuova dimora nella grande casa che è la Chiesa, San Benedetto che è maestro di vita spirituale, maestro divinamente illuminato di vita monastica. Dobbiamo essere particolarmente attenti anche a tutti i suoi figli, a tutti coloro che vogliono vivere secondo il suo insegnamento. Noi dobbiamo anche essere particolarmente attenti a essi per comprendere come vivere bene la nostra vita cristiana; bisogna prenderli come esempio; essi sono fra noi, qui come altrove nella Chiesa, per essere degli esempi che vivono in pienezza questa esigenza di cui ci ha parlato il Vangelo (che abbiamo appena ascoltato): ‘Chiunque avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, padre, madre o figli, o campi a causa del mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna’.”

Poi Mons. Oliveri ha pronunziato con la fede e l'autorità di un vero pastore, delle parole sul silenzio del Canone che han fatto grande impressione nelle anime degli assistenti “O, miei cari fratelli, come sarà bello oggi essere raccolti in questa santa celebrazione in questi momenti di silenzio assoluto o quasi! Soprattutto durante la Preghiera Eucaristica, quando arriva sul nostro altare quell’unico Sacrificio sacramentalmente presente... La nostra attitudine non è tanto di dire molte cose, o di comprendere ognuna delle parole pronunziate, ma di aver ben presente nell’anima ciò che avviene e mettersi in stato di piena e totale adorazione, in stato di contemplazione e di raccoglimento.
‘Che nulla — dice la regola di S. Benedetto — sia anteposto a Cristo’ e dunque ‘che nulla sia anteposto alla sua Opera’. Ma qual’è l’Opera di Cristo? È il mistero dell’Incarnazione del Figlio, è il mistero del Figlio che si è fatto carne, che è morto sulla croce per risorgere il terzo giorno. È il mistero della Croce, è il mistero di Cristo, è il mistero del Suo Sacrificio. L’Opera di Dio è tutta la Divina Liturgia.
“Cari fratelli, credetelo, accettatelo, vivetelo. Non c’è nulla di più importante nella vostra vita che la partecipazione, che la vostra partecipazione alla celebrazione ai divini misteri, alla divina liturgia.
Ora comprendete perché i santi monaci, i monaci benedettini in particolare devono vivere cantando durante tutta la giornata le lodi del Signore, pregando continuamente, celebrando la divina liturgia del Sacrificio di Cristo e delle Ore, delle Ore Sante, delle Ore della preghiera di tutta la Chiesa.
Quanto a noi, promettiamo a questi cari monaci che si sono stabiliti qui in questa canonica della chiesa parrocchiale, che celebrano e pregano in questa chiesa parrocchiale, promettiamo lori di essere sempre loro vicini e assicuriamoli della nostra ardente preghiera affinché siano dei santi e degli esempi. E anche perché noi domandiamo loro proprio questo: siate l'esempio che noi dobbiamo seguire. Mostrateci in ogni cosa e circostanza la via della salvezza, la via che conduce a Gesù Cristo, la via che conduce alla vita eterna. Sia lodato Gesù Cristo.”

Frà Ansgar, P. Jehan e don Giancarlo Cuneo, Parroco di Villatalla negli stalli del Seminario di Albenga, donati dal Vescovo Mons. Oliveri.

Mons. Oliveri al faldistorio: dimette gli abiti pontificali che aveva rivestito per celebrare la S. Messa.

Dopo la Messa, Mons. Oliveri benedice il nuovo capitolo-biblioteca. Si rallegra della bella opera realizzata nell’antica cantina, grazie ai nostri benefattori e indirizza ai monaci delle brevi e paterne parole di incoraggiamento.

Poi qualche famiglia di Villatalla ha servito un sontuoso pasto offerto a Sua Eccellenza e a una ventina di sacerdoti e amici dei monaci Benedettini dell’Immacolata. Alcune confidenze, ricevute dopo, ci hanno detto come questa giornata sia stata un momento di luce e di grazia per molti.

domenica 14 giugno 2009

Festa di Corpus Domini


Tutto il paese si è riunito oggi, domenica, dopo la messa, per la tradizionale processione del Corpus Domini in onore del Santissimo Sacramento. Le strade cosparse di petali di fiori risuonavano dei cantici che esprimono la fede e la devozione del popolo.


Così prosegue tranquillamente la nostra vita religiosa nel cuore di questo paesino remoto, mentre aspettiamo il giorno in cui potremmo trovare, Dio volendo, un ambiente ancora più monastico.

venerdì 22 maggio 2009

Lavori all’orto


Attorno al paese, molti terrazzi che sono testimoni di lavori secolari servono ancora da orti. Uno dei terrazzi è quello che coltivava il parroco all’epoca quando c’era il prete residente a Villatalla, pressappoco sessant’anni fa.


Ancora coltivato parzialmente da un contadino valente che ha 94 anni, questo terrazzo meritava una buona pulizia affinché potesse ridare tutto il frutto di cui è capace.

Dopo che lo dissodammo e arammo l’inverno scorso, adesso abbiamo la gioia di raccogliere i frutti dei nostri sforzi: insalate, ravanelli, piselli... Presto i pomodori e le patate. Un po’ più tardi: melanzana, cipolle, zucche e carote. Deo gratias!


Ma il lavoro non è finito; come tutti lo sanno, le erbacce non smettono mai di spuntare.

mercoledì 22 aprile 2009

Sistemazione di una Biblioteca-Capitolo

PRIMA
Sotto la canonica, c’era una cantina ripostiglio. Per liberare una camera nella casa, abbiamo sistemato la cantina come biblioteca. La camera sopra serve ormai da quarta cella e ci permette d’accogliere frà Ansgar che sarà con noi quest’estate.


DOPO


La cantina ha allora subito in pochi mesi una trasformazione impressionante. Dopo la sua divisione in due, la parte di destra serve ormai non soltanto da biblioteca, ma anche da sala capitolo. La parte di sinistra comprende la lavanderia come pure uno spazio di lavoro fai da te.




Ma prima di farvi vedere un po’ questo nuovo spazio, mostriamo tre fotografie souvenir dell’inizio dei lavori che hanno richiesto un bel po’ d’impegno. Il suolo era troppo alto: per questo era necessario togliere 60 cm di terra e di roccia.


Un martello pneumatico, e soprattutto molta energia ne sono venuti a capo, poco a poco.


Per far scoppiare grandi pezzi di roccia senza dinamite, occorre individuare i suoi punti deboli. Così l’attrezzo ben posizionato permette di far saltare questi grossi massi che sembravano irremovibili.


Alla lunga, il mucchio di pietre viene accumulato piano piano ma ordinatamente.

Purtroppo, non ci siamo preoccupati di fare altre fotografie dei lavori nel corso dell’esecuzione. Ma potete vederne qui il risultato:

La parte di sinistra e il muro che separa le due stanze nuove.

E la parte di destra sistemata come biblioteca e sala capitolo.

Ormai abbiamo edifici «conventuali» (chiesa, capitolo, refettorio, biblioteca) sufficienti per accogliere alcune vocazioni che cominciano a vedersi possibili.

Quindi, avremo presto bisogno di altre celle monastiche. Alcune parti delle case vicine della canonica sarebbero da vendere. Acquistarle ci permetterebbe di crearle. Grazie alla vostra generosità potremmo comprarle.



sabato 21 marzo 2009

Prima festa di San Benedetto a Villatalla

Una decina di preti e seminaristi si sono uniti ai monaci per solennizzare la cerimonia e testimoniare la loro amicizia e incoraggiamento.
Fra di essi don Ivo Raimondo, Canonico Prevosto della Basilica Concattedrale Parrocchia e del Capitolo di Porto Maurizio, nonché Vicario del Vicariato Foraneo nel quale è sita la Parrocchia di Villatalla. A ciascuno il suo onore: a lui dunque il compito di pronunziare il primo panegirico di San Benedetto, durante il quale egli ha evocato la raggiante figura del Santo che Paolo VI proclamò Patrono d’Europa.
Erano presenti anche D. Giancarlo Cuneo, Parroco di Dolcedo e Villatalla, Canonico onorario della diocesi di L’Aquila; D. Marco, suo fratello gemello, Canonico della Con cattedrale di Imperia e parroco nella medesima città, l’amico fedele e l’avvocato degli inizi, Don Sandro Marsano, già Parroco di Dolcedo, che l’anno passato ci ha accolti a Villatalla e che adesso svolge il compito di Preposito dell’Oratorio di Napoli; D. Maurizio Morella, Cappellano del Duomo di Alberga; D. Francesco Ramella, sacerdote novello, che ha celebrato la prima Messa secondo il rito tradizionale a Dolcedo; P. Giorgio Maria Michero, nostro vicino, premostatense legato alla Comunità di S. Antimo fondata da P. André Forest, un seminarista polacco Tommaso e un Francescano dell’Immacolata, frà Egidio, venuto a trascorrere tra di noi un lungo soggiorno. Agli ecclesiastici vanno aggiunti tutti gli amici e conoscenti che hanno voluto farci dono della loro presenza.
La Messa si svolge con rito solenne, con diacono e suddiacono, sotto lo sguardo vigile di D. Marco, che ha avuto il compito di essere anche cerimoniere in occasioni straordinarie come il Pontificale tradizionale in Laterano e altre liete circostanze.

Una buona parte degli abitanti del borgo è venuta ad associarsi alla nostra preghiera e, dopo la cerimonia, hanno offerto un aperitivo sulla piazza della Chiesa. Una vicina si è fatta carico di ospitarci in casa sua per un delizioso pranzo offertoci da diverse famiglie del paese. La festa poi è terminata col solenne canto del Vespero e con la Benedizione Eucaristica.

domenica 28 settembre 2008

Messa di Monsignor Mario Oliveri

Quest’anno, Monsignor Mario Oliveri presiede la celebrazione di san Michele a Villatalla, festa patronale del paese e della chiesa parrocchiale. Poiché anche la Cattedrale di Albenga è posta sotto il patrocino dello stesso Arcangelo, e il Vescovo è obbligato a presiedere anche lì la celebrazione, la festa a Villatalla è stata anticipata alla vigilia, il 28 settembre.

I fedeli si riuniscono sulla piazza san Giovanni all’inizio del paese. La statua di san Michele troneggia su di un baldacchino portato in spalla da quattro uomini. Dietro la croce della processione, portata da un chierichetto, don Sandro, il parroco, recita il Rosario con la gente. Alle ore 16.00 l’automobile del Vescovo arriva sul luogo. Il parroco termina la preghiera con un Gloria Patri. L’automobile si ferma, il parroco apre la porta e ne esce il Pastore con la mozzetta viola e la berretta in testa. Saluta alcune autorità ecclesiastiche e civili presenti, la gente che lo circonda, e benedice tutti.

Comincia subito la processione verso la chiesa, accompagnata da canti popolari. La croce inizia il percorso, segue la gente, i monaci, il clero, il Vescovo e la statua dell’Arcangelo.


Giunti alla chiesa, al suono dell’organo e del canto della Schola, il Vescovo avanza al centro e benedice di nuovo la folla e destra e a sinistra. Poi s’inginocchia e recita le preghiere previste dal Pontificale. Quindi si siede per ascoltare il saluto del parroco, il Reverendo Padre Jehan, e del sindaco.

Nel corso della Messa Prelatizia che segue, celebrata secondo il Rito tradizionale, Monsignor Oliveri pronuncia una toccante omelia sull’importanza d’una vita spirituale fondata sulla fede e sulla dottrina cattolica. Termina con queste parole di benvenuto e di amicizia paterna nei confronti dei monaci :
« Fratelli carissimi,
Avete ora la presenza di questi monaci. Lo scopo della loro vita, della loro consacrazione è stato tratteggiato completamente e molto bene dal caro Padre Jehan de Belleville a l'inizio di questo nostro incontro.
Essi sono un richiamo continuo alla fedeltà a Dio. Essi sono un richiamo continuo a mettere sempre Dio al primo posto : Lui e Lui solo. Tutto il resto è in second’ordine. Tutto il resto deve servirci a camminare verso l'eternità di Dio. Tutto. Tutta la vita dell’uomo nel mondo non ha altro scopo se non quello di purificarlo, di renderlo pronto, preparato ad entrare nella vita eterna.
Carissimi monaci benedettini, grazie per aver scelto questo luogo per la vostra vita consacrata. Sono felice di sentire che siete stati accolti bene com'era doveroso, giusto e santo. Sono contento di sentire che avete tutto il sostegno di questa piccola popolazione, perché non vi manchi nulla di quelle piccole necessità che l'uomo sempre conserva finché egli è pellegrino nel tempo.
Vi chiedo, carissimi fedeli : continuate a sostenerli. Voglia il cielo che qui in questo luogo trovino un ambiente giusto, adeguato, per poter crescere, per poter diventare un monastero completo, per potere irradiare la testimonianza che Dio è Dio e nessun altro può stare al suo posto. Grazie ! Grazie carissimi.
Vi benedico e vi accompagnerò con immensa gioia perché di qualunque cosa voi abbiate bisogno possiate trovare in me un padre, possiate trovare in me comprensione. Ma prego Dio affinché ciò che avete trovato in me lo troviate anche da parte di tutti i presbiteri della mia diocesi, da parte di tutti i fedeli, da parte, in modo particolare, di questi fedeli della parrocchia di San Michele arcangelo in Villatalla.
Siate tutti benedetti, e benedetti lo siete se siete nell'amicizia con Dio.
Sia lodato Gesù Cristo.
- Sempre sia lodato. »


Dopo la Santa Messa, Monsignor Oliveri visita la casa monastica Santa Caterina da Siena, situata a lato della chiesa, e procede alla benedizione.


Uscendo, saluta persone singole e gruppi, particolarmente i carabinieri presenti alla cerimonia.

Poi Padre Jehan lo accompagna alla piazza san Giovanni dove i fedeli lo hanno preceduto e i parrocchiani hanno già disposto dei tavoli imbanditi con dolci e bevande varie. Monsignor Oliveri riparte subito, ma lascia una grande gioia in tutti i cuori.


Il 23 settembre, presso le Suore Francescane contemplative di Alassio, poi il 28 settembre a Villatalla, il vescovo di Albenga-Imperia ha celebrato pubblicamente le sue due prime Messe secondo il Rito tradizionale. Ma non è finita. Il 26 ottobre prossimo, nella Concattedrale d’Imperia, dedicata a san Maurizio e Compagni martiri, celebrerà di nuovo, e questa volta pontificalmente, la Messa tradizionale nel corso della quale sette suore Francescane dell’Immacolata emetteranno i loro voti solenni.