Una nuova comunità benedettina tradizionale di stretta osservanza è nata il 2 luglio 2008 a Villatalla, piccolo borgo italiano, situato in Liguria nell’entroterra di Imperia, vicino quindi a Ventimiglia e alla frontiera francese.
Questa comunità è stata fondata da due monaci provenienti dall’abbazia di Le Barroux (Francia), su richiesta di Monsignor Mario Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia. Voi troverete qui qualche notizia su questo progetto di vita monastica e su alcuni avvenimenti che hanno segnato gli esordi della recente fondazione.
Queste informazioni religiose sono sopratutto un appello alla carità della vostra preghiera e, per chi può, una domanda anche di un aiuto materiale. Grazie di cuore.

venerdì 22 maggio 2009

Lavori all’orto


Attorno al paese, molti terrazzi che sono testimoni di lavori secolari servono ancora da orti. Uno dei terrazzi è quello che coltivava il parroco all’epoca quando c’era il prete residente a Villatalla, pressappoco sessant’anni fa.


Ancora coltivato parzialmente da un contadino valente che ha 94 anni, questo terrazzo meritava una buona pulizia affinché potesse ridare tutto il frutto di cui è capace.

Dopo che lo dissodammo e arammo l’inverno scorso, adesso abbiamo la gioia di raccogliere i frutti dei nostri sforzi: insalate, ravanelli, piselli... Presto i pomodori e le patate. Un po’ più tardi: melanzana, cipolle, zucche e carote. Deo gratias!


Ma il lavoro non è finito; come tutti lo sanno, le erbacce non smettono mai di spuntare.

mercoledì 22 aprile 2009

Sistemazione di una Biblioteca-Capitolo

PRIMA
Sotto la canonica, c’era una cantina ripostiglio. Per liberare una camera nella casa, abbiamo sistemato la cantina come biblioteca. La camera sopra serve ormai da quarta cella e ci permette d’accogliere frà Ansgar che sarà con noi quest’estate.


DOPO


La cantina ha allora subito in pochi mesi una trasformazione impressionante. Dopo la sua divisione in due, la parte di destra serve ormai non soltanto da biblioteca, ma anche da sala capitolo. La parte di sinistra comprende la lavanderia come pure uno spazio di lavoro fai da te.




Ma prima di farvi vedere un po’ questo nuovo spazio, mostriamo tre fotografie souvenir dell’inizio dei lavori che hanno richiesto un bel po’ d’impegno. Il suolo era troppo alto: per questo era necessario togliere 60 cm di terra e di roccia.


Un martello pneumatico, e soprattutto molta energia ne sono venuti a capo, poco a poco.


Per far scoppiare grandi pezzi di roccia senza dinamite, occorre individuare i suoi punti deboli. Così l’attrezzo ben posizionato permette di far saltare questi grossi massi che sembravano irremovibili.


Alla lunga, il mucchio di pietre viene accumulato piano piano ma ordinatamente.

Purtroppo, non ci siamo preoccupati di fare altre fotografie dei lavori nel corso dell’esecuzione. Ma potete vederne qui il risultato:

La parte di sinistra e il muro che separa le due stanze nuove.

E la parte di destra sistemata come biblioteca e sala capitolo.

Ormai abbiamo edifici «conventuali» (chiesa, capitolo, refettorio, biblioteca) sufficienti per accogliere alcune vocazioni che cominciano a vedersi possibili.

Quindi, avremo presto bisogno di altre celle monastiche. Alcune parti delle case vicine della canonica sarebbero da vendere. Acquistarle ci permetterebbe di crearle. Grazie alla vostra generosità potremmo comprarle.



sabato 21 marzo 2009

Prima festa di San Benedetto a Villatalla

Una decina di preti e seminaristi si sono uniti ai monaci per solennizzare la cerimonia e testimoniare la loro amicizia e incoraggiamento.
Fra di essi don Ivo Raimondo, Canonico Prevosto della Basilica Concattedrale Parrocchia e del Capitolo di Porto Maurizio, nonché Vicario del Vicariato Foraneo nel quale è sita la Parrocchia di Villatalla. A ciascuno il suo onore: a lui dunque il compito di pronunziare il primo panegirico di San Benedetto, durante il quale egli ha evocato la raggiante figura del Santo che Paolo VI proclamò Patrono d’Europa.
Erano presenti anche D. Giancarlo Cuneo, Parroco di Dolcedo e Villatalla, Canonico onorario della diocesi di L’Aquila; D. Marco, suo fratello gemello, Canonico della Con cattedrale di Imperia e parroco nella medesima città, l’amico fedele e l’avvocato degli inizi, Don Sandro Marsano, già Parroco di Dolcedo, che l’anno passato ci ha accolti a Villatalla e che adesso svolge il compito di Preposito dell’Oratorio di Napoli; D. Maurizio Morella, Cappellano del Duomo di Alberga; D. Francesco Ramella, sacerdote novello, che ha celebrato la prima Messa secondo il rito tradizionale a Dolcedo; P. Giorgio Maria Michero, nostro vicino, premostatense legato alla Comunità di S. Antimo fondata da P. André Forest, un seminarista polacco Tommaso e un Francescano dell’Immacolata, frà Egidio, venuto a trascorrere tra di noi un lungo soggiorno. Agli ecclesiastici vanno aggiunti tutti gli amici e conoscenti che hanno voluto farci dono della loro presenza.
La Messa si svolge con rito solenne, con diacono e suddiacono, sotto lo sguardo vigile di D. Marco, che ha avuto il compito di essere anche cerimoniere in occasioni straordinarie come il Pontificale tradizionale in Laterano e altre liete circostanze.

Una buona parte degli abitanti del borgo è venuta ad associarsi alla nostra preghiera e, dopo la cerimonia, hanno offerto un aperitivo sulla piazza della Chiesa. Una vicina si è fatta carico di ospitarci in casa sua per un delizioso pranzo offertoci da diverse famiglie del paese. La festa poi è terminata col solenne canto del Vespero e con la Benedizione Eucaristica.

domenica 28 settembre 2008

Messa di Monsignor Mario Oliveri

Quest’anno, Monsignor Mario Oliveri presiede la celebrazione di san Michele a Villatalla, festa patronale del paese e della chiesa parrocchiale. Poiché anche la Cattedrale di Albenga è posta sotto il patrocino dello stesso Arcangelo, e il Vescovo è obbligato a presiedere anche lì la celebrazione, la festa a Villatalla è stata anticipata alla vigilia, il 28 settembre.

I fedeli si riuniscono sulla piazza san Giovanni all’inizio del paese. La statua di san Michele troneggia su di un baldacchino portato in spalla da quattro uomini. Dietro la croce della processione, portata da un chierichetto, don Sandro, il parroco, recita il Rosario con la gente. Alle ore 16.00 l’automobile del Vescovo arriva sul luogo. Il parroco termina la preghiera con un Gloria Patri. L’automobile si ferma, il parroco apre la porta e ne esce il Pastore con la mozzetta viola e la berretta in testa. Saluta alcune autorità ecclesiastiche e civili presenti, la gente che lo circonda, e benedice tutti.

Comincia subito la processione verso la chiesa, accompagnata da canti popolari. La croce inizia il percorso, segue la gente, i monaci, il clero, il Vescovo e la statua dell’Arcangelo.


Giunti alla chiesa, al suono dell’organo e del canto della Schola, il Vescovo avanza al centro e benedice di nuovo la folla e destra e a sinistra. Poi s’inginocchia e recita le preghiere previste dal Pontificale. Quindi si siede per ascoltare il saluto del parroco, il Reverendo Padre Jehan, e del sindaco.

Nel corso della Messa Prelatizia che segue, celebrata secondo il Rito tradizionale, Monsignor Oliveri pronuncia una toccante omelia sull’importanza d’una vita spirituale fondata sulla fede e sulla dottrina cattolica. Termina con queste parole di benvenuto e di amicizia paterna nei confronti dei monaci :
« Fratelli carissimi,
Avete ora la presenza di questi monaci. Lo scopo della loro vita, della loro consacrazione è stato tratteggiato completamente e molto bene dal caro Padre Jehan de Belleville a l'inizio di questo nostro incontro.
Essi sono un richiamo continuo alla fedeltà a Dio. Essi sono un richiamo continuo a mettere sempre Dio al primo posto : Lui e Lui solo. Tutto il resto è in second’ordine. Tutto il resto deve servirci a camminare verso l'eternità di Dio. Tutto. Tutta la vita dell’uomo nel mondo non ha altro scopo se non quello di purificarlo, di renderlo pronto, preparato ad entrare nella vita eterna.
Carissimi monaci benedettini, grazie per aver scelto questo luogo per la vostra vita consacrata. Sono felice di sentire che siete stati accolti bene com'era doveroso, giusto e santo. Sono contento di sentire che avete tutto il sostegno di questa piccola popolazione, perché non vi manchi nulla di quelle piccole necessità che l'uomo sempre conserva finché egli è pellegrino nel tempo.
Vi chiedo, carissimi fedeli : continuate a sostenerli. Voglia il cielo che qui in questo luogo trovino un ambiente giusto, adeguato, per poter crescere, per poter diventare un monastero completo, per potere irradiare la testimonianza che Dio è Dio e nessun altro può stare al suo posto. Grazie ! Grazie carissimi.
Vi benedico e vi accompagnerò con immensa gioia perché di qualunque cosa voi abbiate bisogno possiate trovare in me un padre, possiate trovare in me comprensione. Ma prego Dio affinché ciò che avete trovato in me lo troviate anche da parte di tutti i presbiteri della mia diocesi, da parte di tutti i fedeli, da parte, in modo particolare, di questi fedeli della parrocchia di San Michele arcangelo in Villatalla.
Siate tutti benedetti, e benedetti lo siete se siete nell'amicizia con Dio.
Sia lodato Gesù Cristo.
- Sempre sia lodato. »


Dopo la Santa Messa, Monsignor Oliveri visita la casa monastica Santa Caterina da Siena, situata a lato della chiesa, e procede alla benedizione.


Uscendo, saluta persone singole e gruppi, particolarmente i carabinieri presenti alla cerimonia.

Poi Padre Jehan lo accompagna alla piazza san Giovanni dove i fedeli lo hanno preceduto e i parrocchiani hanno già disposto dei tavoli imbanditi con dolci e bevande varie. Monsignor Oliveri riparte subito, ma lascia una grande gioia in tutti i cuori.


Il 23 settembre, presso le Suore Francescane contemplative di Alassio, poi il 28 settembre a Villatalla, il vescovo di Albenga-Imperia ha celebrato pubblicamente le sue due prime Messe secondo il Rito tradizionale. Ma non è finita. Il 26 ottobre prossimo, nella Concattedrale d’Imperia, dedicata a san Maurizio e Compagni martiri, celebrerà di nuovo, e questa volta pontificalmente, la Messa tradizionale nel corso della quale sette suore Francescane dell’Immacolata emetteranno i loro voti solenni.

venerdì 8 agosto 2008

Consacrazione all’Immacolata

Particolarmente riconoscenti alla Vergine Maria, dalla quale hanno ricevuto da due anni segni evidenti di speciale protezione, Dom Jehan e Fra Santino sono oggi a Lourdes per rinnovare la loro consacrazione mariana ed affidare al Cuore Immacolato di Maria l’opera monastica iniziata a Villatalla.

Essi desiderano seguire l’esempio dei Francescani dell’Immacolata (famiglia religiosa fondata il 2 agosto 1970 da due frati francescani conventuali, Padre Stefano Maria Manelli e Padre Gabriele Maria Pellettieri), il cui carisma specifico è dato dal voto di consacrazione illimitata all’Immacolata, secondo lo spirito di san Massimiliano Maria Kolbe, che costituisce il fondamento degli altri tre voti tradizionali di religione.
Il Capitolo Generale, riunitosi durante l’ultima Festa di Pentecoste, ha deciso di riprendere il Rito tradizionale che tutti i sacerdoti, oltre 100, - secondo le possibilità – inizieranno a celebrare. Questa decisione – di così grande importanza per la Chiesa – unita al clima di profonda umiltà che li caratterizza non sembra trovar altra spiegazione che in una grazia specificamente mariana. Padre Jehan, che ha trascorso più di sei mesi a Roma in uno dei loro conventi, ha visto in ciò un segno attraverso il quale la divina Provvidenza gli ha mostrato un nuovo cammino da seguire.

Il 10 marzo 2008, dopo la recita dell’Ora Sesta, Padre Manelli ha imposto a Padre Jehan la Medaglia miracolosa che egli ormai, some tutti i Francescani dell’Immacolata, porta sempre visibile sul cuore. “Padre Jehan ci ha iniziati alla Messa Tridentina – ha detto il Fondatore – e noi gli doniamo la Medaglia miracolosa”. E Padre Jehan ha concluso: “Senza alcun dubbio è Maria che ha suscitato la famiglia dei Francescani dell’Immacolata. Ebbene, se è Volontà di Dio che nasca una nuova famiglia di benedettini, questi saranno i Benedettini dell’Immacolata”. La risposta è stato un caloroso applauso.

Ormai i Francescani e i Benedettini dell’Immacolata sono uniti in un’unica grande famiglia sotto il manto materno dell’Immacolata nell’umile fedeltà rispettivamente alla tradizione liturgica della Santa Chiesa e all’eredità monastica, in particolare al Rito antico della Messa a cui “innumerevoli santi hanno attinto con abbondanza l’alimento per la loro pietà verso Dio”.